Compagnia Berardi-Casolari in collaborazione con Teatro Stabile di Calabria presenta
BRIGANTI
scritto, diretto e interpretato da Gianfranco Berardi
Il progetto nasce nel 2000 attraverso un lavoro di ricerca storico-sociale e affronta il brigantaggio meridionale post-unitario (1860-61). La scena si svolge in una cella delle carceri dell'ex Regno delle Due Sicilie, dove, attraverso le memorie di un giovane ventiseienne caduto prigioniero in battaglia, si rivivono avvenimenti che hanno segnato la vita delle popolazioni del Mezzogiorno dâItalia. Lâuniverso dei fatti narrati trae spunto da vicende realmente accadute e spesso tralasciate dalla storiografia ufficiale. Ad essi si miscela il mondo della tradizione orale popolare, non privo di spunti fantastici. Il testo trasforma in sogno realtà crudeli, ironizza su temi ancora vivi ponendo attenzione sulle radici culturali del problema. âLâignoranza genera violenza, violenza genera violenzaâ è uno dei principi che si intende trasmettere. Una storia ancora per un certo verso negata, ancora attuale e sicuramente universale: si mettono in scena particolari, dettagli, racconti ispirati a precise zone o personaggi storici evitando di chiudere il tutto in una realtà spaziale circoscritta, senza alcuna narrazione filologica. Alla vita di Carmine Crocco, alla quale possono essere paragonate molte biografie di eroi celebri, e alle sue scorribande nelle province lucane, è liberamente ispirato il lavoro, in quanto testimone di ribellione come reazione e non rivoluzione.
«Noi siamo come la serpe, se non la stuzzichi non ti morde» (Carmine Crocco in un interrogatorio)